Il calo dei consumi frena il commercio. Per i piccoli negozi la crisi mette ancora in grosse difficoltà la loro sopravvivenza.Nel mese di maggio le vendite al dettaglio sono diminuite dell 1,9% su base annua e dello 0,3% su base mensile. L’Istat parla chiaramente di risultato negativo che vede un calo uniforme sia sul comparto alimentare (-2%) che su quello non alimentare (-2%). Le vendite dei negozi più grandi sono scese dello 0,5% mentre quelle nei negozi di minori dimensioni sono crollate del 2,9%.Qualcuno si azzarda dicendo simpaticamente che "linflazione è sotto controllo".Di certo non si è accorto che gli italiani hanno "congelato" il portafoglio, tanto che a Maggio 2010 le vendite hanno registrato un nuovo pesante calo, scendendo dellֵ,9% su "base annua".
Questo è il 2° ribasso consecutivo dall’inizio dell’anno un dato "certificato" dall’Istat che ci racconta di un altro periodo difficile della crisi per ora superata solo "sulla carta" (attraverso i dati raccolti da alcuni "addetti ai lavori" che tendono a "scontare il futuro"; per chi ci arriverà...).Rispetto a maggio 2009 i maggiori cali hanno riguardato calzature articoli in cuoio e da viaggio (-5,2%) e poi abbigliamento e pelliceria (-4,5%). Tra i principali comparti merceologici se ne trovano solo 2 in positivo: supporti magnetici e strumenti musicali (+3,6%) ed elettrodomestici tv radio e registratori (+1,6%). Secondo Giorgio Ventura – presidente della C.I.C.A.S. – Gli italiani hanno ridotto perfino gli acquisti davvero "essenziali" il calo delle vendite è preoccupante. Il calo ripetuto e rilevante perché attacca il settore degli alimentari notoriamente stabile. I consumi stentano a imboccare la via della ripresa. Crescono così le preoccupazioni dei commercianti in particolare i piccoli operatori che gestiscono i negozi a conduzione familiare.
Centro Studi C.I.C.A.S.