I PUNTI PROGRAMMATICI DELLA C.I.C.A.S.
-
-
-
-
-
-
1. ABOLIZIONE CONVENZIONE CONSIP – PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
L’impegno della CICAS è di intervenire presso le Autorità competenti al fine di fare abolire il titolo III della Legge Finanziaria 2003 che detta disposizioni in materia di Spesa pubblica. Già la Legge Finanziaria per l’anno 2000, Legge 4888 del 23 dicembre 1999, aveva introdotto rilevanti novità nelle modalità di approvvigionamento di beni e servizi da parte delle Pubbliche Amministrazioni, delineando un sistema in cui, tramite procedure per la scelta del contraente, sono individuate imprese per la fornitura di beni e servizi alla Pubbliche Amministrazioni.
Enti con obbligo di convenzione con la CONSIP S.p.A. sono: Direzione Generale del Tesoro, Preture, Procure, Tribunali, U.T.E. Banca d’Italia; Enti senza obbligo di convenzione CONSIP spa sono: A.r.p.a. regionali, Scuole, Amministrazioni regionali, Amministrazioni provinciali, Amministrazioni comunali, Università, Esercito, e tutti quelli organi ai quali la legge Bassanini affida delega amministrativa con la convenzione stato /regioni.
Negli ultimi tempi, a seguito dell’entrata in vigore della convenzione con la CONSIP, si è provocata una situazione di estrema difficoltà nei vari settori e nell’economia in genere. Ecco che la CICAS ritiene che nella convenzione tra la P.A. e la Consip ci siano fondati argomenti di illegalità del criterio adottato: dall’accentramento della domanda e dell’offerta, in piena violazione delle elementari regole di mercato, alla possibilità di accentramento di pochi gruppi finanziari a totale discapito delle piccole e medie imprese. Tutto ciò provoca l’impoverimento dei prodotti offerti, a causa dell’assoluta estraneità al controllo preventivo e successivo nelle esecuzioni di fornitura, l’omogeneizzazione di tipologie di prodotti caratterizzati da solide differenze (gasolio, fax, carta, energia elettrica, utenza telefonica, mobili per ufficio etc) nonché problematiche di gestione e di distribuzione, compromettendo la stabilità e l’esistenza di comparti produttivi e distributivi.
La CICAS chiede il rispetto delle più elementari regole di mercato e, ancor più evidente, il miglioramento delle condizioni di fornitura complessive che l’amministrazione pubblica può ottenere.
Valutazioni conclusive della CICAS sulla Convenzione CONSIP S.p.A. / P.A. · gli enti convenzionati possono conoscere i prezzi solo dopo e se aderiscono all’iniziativa, · l’ente che appartiene ad un lotto regionale non può sapere né i prezzi né i prodotti che fanno parte degli altri lotti regionali. · moltissimi prodotti convenzionati non sono originali o di case note, ma appartengono alla fascia compatibile/marchiato e quindi non possono essere apprezzati per il rapporto prezzo/qualità e non sono in alcun modo certificati. · i cataloghi non sono ancora a disposizione dell’ente convenzionato. · l’ente acquirente non può effettuare più di due ordini al mese, pena l’annullamento automatico degli ordini successivi. ·

2. IL SISTEMA DEL CREDITO
Il sistema bancario italiano presenta, per effetto dell’applicazione diversificata dei tassi passivi, due distinte connotazioni, con una netta demarcazione tra nord e sud. Il divario non trova una plausibile giustificazione ove si consideri che in talune zone del meridione la forbice è superiore di sei punti, raggiungendo in particolari casi, anche otto o nove punti.
Ciò ha determinato enorme indebitamento delle Aziende operanti nel meridione con l’inevitabile aumento del contenzioso con il sistema bancario.
La CICAS, a tutela dei propri associati e nell’interesse del sistema, propone tassi bancari unificati in tutto il territorio nazionale. L’infausto sistema ha generato fenomeni socialmente nocivi, agevolando non poco la crescita dell’usura come canale alternativo al credito ordinario bancario. Ciò deve essere rigorosamente perseguito penalmente per arginare tale fenomeno.
Non è un caso che, in un autorevole ricerca svolta dall’Istituto EURISPES, si sia accertato che
"LE IMPRESE MUOIONO IN BANCA"
Un ulteriore fattore che gioca nel determinare il livello di competitività di un’area è il funzionamento del mercato del credito. I differenziali territoriali (che si acuiscono quando si spinge l’analisi anche sul versante della dimensione d’impresa) sono ancora oggi evidenti.
L’Osservatorio UNIONCAMERE sui bilanci delle societa’ di capitali fornisce alcuni dati al riguardo: per ogni 100 ? di ricchezza prodotta, le società di capitale del Sud devono destinare 12.1 ? in oneri finanziari, mentre per il Centro Nord l’incidenza degli oneri sul valore aggiunto è pari all?,4? (con un valore ancora più basso nel caso del Nord Ovest, con l?,1%).

3. INFRASTRUTTURE
La CICAS ritiene che la competitività di un Paese si guadagni non soltanto facendo leva su una maggiore flessibilità nei mercati locali del lavoro ma anche valorizzando le esternalità all’impresa, in primo luogo quelle delle infrastrutture.
Le infrastrutture influenzano, infatti, in modo decisivo la capacità competitiva del territorio e delle imprese che in esso producono. Una maggiore dotazione di infrastrutture aumenta la produttività dei fattori di produzione e ne diminuisce i costi di acquisizione. Nelle nuove teorie della crescita, il capitale pubblico viene spesso considerato fonte di esternalità positive sullo sviluppo endogeno e, quindi di crescita dei sistemi locali.

4. PARTECIPAZIONE FEMMINILE NEL MONDO DEL LAVORO
I nuovi Imprenditori sono in maggioranza giovani, ma ancora limitata è la partecipazione femminile. Da recenti statistiche, risulta che 6 neo imprenditori su 10 sono giovani e con meno di 35 anni.
Tuttavia, si frappongono diverse barriere all’ingresso delle donne nel nostro sistema produttivo, posto che la quota relativa, stabilmente attestata sul 30%, è sensibilmente inferiore a quanto rilevato non solo per i Paesi come la Francia, la Germania e il Regno Unito, ma anche la Spagna e il Portogallo.
A fronte di variazioni non particolarmente significative delle dimensioni medie aziendali in termini di addetti, le Imprese si muovono allargando la propria dimensione, sviluppando accordi sul versante produttivo e commerciale, partecipando a consorzi, entrando a far parte di raggruppamenti di impresa, nella consapevolezza che la struttura a rete sia il modello vincente di raggiungere per competere ad armi pari sullo scenario internazionale.
La CICAS intende portare aventi diversi progetti per favorire la partecipazione femminile nel mondo del lavoro, attraverso diversi strumenti, come seminari o assistenza, di sostegno alle imprese.
A tal fine, la CICAS chiederà di interfacciarsi con le Commissioni Pari Opportunità, per realizzare progetti comuni di promozione.

5. LA PROMOZIONE DEI CENTRI COMMERCIALI NATURALI
Vedere realizzare un centro commerciale sotto casa propria, con la comodità dell’offerta conveniente e il vantaggio di avere un rapporto più umano con i commessi dei negozi.
Stiamo parlando dei "Centri commerciali naturali", che si basano sul principio di rivalutazione dei negozi "di vicinato" di un’area urbana, attraverso una logica imprenditoriale che prevede una direzione manageriale ed il coinvolgimento dei commercianti, che svolgono un ruolo di azionisti, il cui ritorno economico si realizza anche nel dare potere attrattivo all’area in cui la propria attività commerciale è collocata.
Di questo si vuole occupare la CICAS, coinvolgendo gli enti interessati a sostenere idee imprenditoriali di questa portata, capaci di rivitalizzare i centri storici. I Centri Commerciali Naturali si stanno infatti progressivamente affermando come strumento di crescita per le imprese e come occasione per la riqualificazione e rilancio economico dei centri urbani.
Nella competizione commerciale, infatti, anche l’ambiente esterno all’azienda, tutto ciò che sta al di fuori delle vetrine, rappresenta un elemento importante al punto da poter incidere sulla competitività dell’impresa commerciale.
Da qui la proposta di realizzare dei centri commerciali naturali, ossia progetti di marketing che interessino gli operatori economici di un determinato contesto urbano, come possono essere una via, una piazza o altro ancora.

6. PROTOCOLLO D’INTESA TRA I COMMERCIANTI DI MOBILI ARREDO E/O UFFICIO E ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI
La CICAS intende promuovere ed approvare un Codice di Comportamento che stabilisca diritti e doveri dei rivenditori di mobili e beni di arredamento / ufficio e le Associazioni dei Consumatori.
Non poche volte succede che al consumatore venga offerto un prodotto che non abbia le specifiche tecniche richieste. Nell’installazione di mobili per l’ufficio, ad esempio, può capitare che alcuni dettagli della consistenza dei mobili, o del montaggio stesso, non siano previsti nei contratti e quindi a carico ulteriore per il consumatore.
I rivenditori del settore, aderenti alla CICAS, si impegneranno ad utilizzare nei rapporti con la Clientela modelli di Contratti di Vendita predisposti dai rappresentanti dei rivenditori di Mobili e Beni di Arredamento aderenti alla CICAS e delle Associazioni dei Consumatori.
Garante della corretta attuazione del disciplinare saranno le Camere di Commercio delle varie province che vorranno adottarlo.
Ed inoltre:
-
lotta alla microcriminalità;
-
lotta all’abusivismo commerciale ed artigianale;
-
revisione della legge Bersani;
-
formazione professionale dei Dirigenti;
-
la possibilità per gli esercenti commerciali del riposo nelle festività e nelle domeniche

MANIFESTO DELLA C.I.C.A.S.
Premesso che da anni il commecio, l’artigianato, la micro e piccola impresa nonché il lavoro autonomo in generale subiscono un processo di concertazione dei poteri di rappresentanza dei relativi settori e delle relative categorie, da parte di Organizzazioni che hanno sempre più consolidato il loro potere centrale, senza effettiva e corrispondente aderenza della base associativa;
· CHE tale centralizzazione crea malcontento e disagio in molti Operatori dei singoli settori favorendo la continua nascita di tante Organizzazioni autonome, tutte comunque rappresentative di autentiche realtà e volontà di base;
· CHE la frantumazione di tutte queste realtà e la complicità, più o meno palese, delle Istituzioni e delle forze politiche, consente alle tradizionali Organizzazioni Sindacali un potere di rappresentanza dei singoli settori che non trova giustificazione nella realtà;
· CHE con l’utilizzo di strumenti impropri viene costantemente negato il fatto di diritto di cittadinanza ad Organizzazioni che raccolgono, nel proprio complesso, l’adesione spontanea di gran parte degli Operatori Economici Italiani;
· Che l’unico modo per invertire tale tendenza e quindi poter ridare voce a tutti gli Imprenditori, i Lavoratori Autonomi è quello di riunire tutte le forze nuove,
Ecco che nasce la C.I.C.A.S.
· La CICAS non è solo una associazione e si propone di difendere anche valori etici, culturali e sociali. Nasce dall’idea di cooperazione fra gli individui per promuovere la centralità degli stessi, la libertà di ognuno e la responsabilità dei singoli e della collettività;
· La CICAS è un’organismo autonomo, sindacale e di patronato, avente lo scopo di rappresentare il sistema delle Piccole e Medie Imprese, dei loro Imprenditori e delle relative forme Associative;
· La CICAS non è un partito politico ma vuole fare "politica". E’ apartitica e indipendente ma sa di poter esprimere alti principi.
· La CICAS non è solo un Sindacato datoriale, ma intende svolgere una incisiva azione di tutela dei diritti dell’uomo. Non si abbandona alle logiche corporative delle organizzazioni di categoria ma si batte per una società più libera e più giusta.
· La CICAS è una scelta, libera e responsabile, è un sistema di relazioni e di rapporti, è un nuovo modo di vivere e di affermare la cultura della libertà, della solidarietà e della cooperazione;
· La CICAS ha molte anime: un’anima sociale, un’anima sindacale, un’anima politica, un’anima professionale, un’anima imprenditoriale.
· La CICAS è qualcosa di unico, è qualcosa che non ha precedenti.