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 Codice etico e deontologico

 

E’  imperativo

 categorico,

 per  C.I.C.A.S.

determinare i principi generali ai quali ispirarsi

 affinché una azione od

 un comportamento siano

 considerati

 deontologicamente ed eticamente

corretti.

 

 

INTRODUZIONE

 

C.I.C.A.S. nasce con l’esclusiva finalità di sostenere  e dare voce alle Piccola e Media Impresa Italiana  sia nei rapporti tra imprenditori sia in  quelli con la Pubblica Amministrazione.

 

Non ha scopo di lucro e le risorse finanziarie sono reperite dalle quote associative oltre che dalle contribuzioni delle Istituzioni (Stato, Regioni, Comuni, Unione Europea), e da finanziamenti privati, compresi eventuali grants (liberalità), che l’industria in genere e  le fondazioni potranno offrirle.

 

Art. 1 - Dichiarazione d’impegno

 

Ogni iscritto alla Confederazione accetta, senza riserva alcuna,il presente Codice e si impegna  a rispettarlo in ogni sua  parte.

 

Art. 2 - Contenuti

 

Il Codice, delinea i comportamenti ed i doveri cui ciascun dirigente e/o associato deve attenersi ed ispirasi nell’esercizio delle  funzioni e  prerogative riconosciute dallo Statuto.

 

Art. 3 - Struttura

 

Il Codice si compone di tre parti: principi generali;  -  norme di condotta, attuazione ed controllo.

 

Art. 4 - Principio di correttezza e trasparenza

 

Tutti i partecipanti alla Confederazione, nell’espletamento delle rispettive funzioni, o come semplici associati dovranno attenersi a regole di correttezza e trasparenza sia nei rapporti interni sia nei rapporti esterni conla P.A.e con i privati.

 

Art. 5 - Tutela della Confederazione

 

Nello svolgimento dell’attività i Dirigenti ed i Soci non devono danneggiare o compromettere i  valori, l’immagine e le attività poste in essere dalla Confederazione, elementi  caratterizzanti della sua immagine e del suo buon nome.  

 

Art. 6  – Indipendenza della Confederazione

 

E’ vietato far ricorso,  in nome proprio e/o per conto della Confederazione, a finanziamenti che, per le caratteristiche politiche, culturali ed economiche del donatore potrebbero pregiudicare l’indipendenza  degli stessi associati e della Confederazione.

 

Art. 7 – Utilizzo dei fondi.

 

I soggetti chiamati ad  amministrarela Confederazionedovranno perseguire un’efficace ed  efficiente  uso delle risorse finanziarie provenienti dalle quote associative o da altre fonti; dette risorse saranno amministrate secondo il criterio di buona gestione e trasparenza per fini conformi a quelli statutariamente indicati. La destinazione dei fondi dovrà sempre essere chiaramente esplicitata  e avrà lo scopo primario di provvedere  alla sopravvivenza della Confederazione stessa e la  realizzazione di specifici progetti.

 

Art. 8 - Rapporti con i terzi

 

Nei rapporti con i terzi ed in particolare con quelle categorie di individui, gruppi, associazioni ed istituzioni coinvolte nelle attività Confederali, tutti gli associati dovranno uniformarsi ai principi generali di cui agli articoli precedenti con ancora più rigore ed attenzione.

 

Art. 9  - Rapporti con i finanziatori

 

Fermo restando quanto già indicato negli articoli precedenti, ogni finanziamento (e/o donazione) nel rispetto delle regole di trasparenza  dovrà preventivamente essere valutato  ed autorizzato, in forma scritta dall’Ufficio di   Presidenza che ne  valuterà la provenienza, la consistenza e le motivazioni.

 

Art. 10 – Conflitti d’interesse

 

Al fine di evitare il sorgere di conflitti  di interessi, e nel rispetto dell’indicato principio di trasparenza, i dirigenti e gli associati si asterranno dal ricevere finanziamenti, in forma palese od occulta, che potrebbero costituire pregiudizio per l’immagine della  Confederazione anche se ricevuti a titolo personale

 

Art. 11 – Obblighi dei Dirigenti

 

Tutti i  Dirigenti - si impegnano a fornire, con  cadenza mensile, la rendicontazione dell’attività associativa fornendo l’elenco di nuovi associati unitamente alla copia dell’avvenuta trasmissione all’Ufficio di Presidenza delle quote associative raccolte al netto delle spettanze di competenza.  

 

 Art. 12 – Divieti

 

L’utilizzo improprio di materiali (Carta Intestata, Buste, Depliant, Brochure, Manifesti, Volantini, Targhe, Striscioni, Attestati etc…) riportanti il marchio della C.I.C.A.S.  e/o C.I.C.A.S. Italia, è consentita solo per evidenti   motivi istituzionali.

 

 Art. 13 – Attuazione del Codice -il Supervisore

 

Tra i Dirigenti della Confederazione, su indicazione  dell’Assemblea, viene eletto,  il  Supervisore che avrà il compito di far rispettare le regole stabilite dal presente Codice nei modi di cui agli articoli successivi. Il Supervisore rimane in carica due anni, con possibilità di rielezione, non percepisce emolumenti, salvo disposizioni in materia di rimborso spese  emanate di volta in volta  dall’Ufficio di  Presidenza

 

Art. 14 – Incompatibilità del Supervisore

 

Per garantire l’indipendenza del suo operato, la carica di Supervisore è incompatibile con quella di Presidente, Vice-Presidente, Consigliere Nazionale, e Segretario.

 

Art. 15  – Modalità di controllo

 

Ai fini dello svolgimento della propria funzione, il Supervisore con cadenza semestrale riceve dai Dirigenti Regionali un resoconto dettagliato ed aggiornato di tutte l’attività svolte ai fini della verifica del rispetto delle norme contenute nel presente Codice. Al Supervisore   va, altresì, segnalato ogni comportamento che possa risultare in contrasto con il  presente Codice.

 

Art. 16 – Funzioni  del Supervisore

 

Il Supervisore:

 

  • Esprime  pareri consultivi  circa l’applicazione del Codice;
  • provvede ad informare l’Ufficio di Presidenza, delle  presunte infrazioni ;
  • irroga  le sanzioni per le quali ritenga fondate, le contestazioni o le infrazioni;
  • valuta   gli eventuali conflitti di interessi.

 

Art. 17  – Funzione di indirizzo

 

Il Supervisore potrà  proporre, le modifiche ed integrazioni al presente Codice, da sottoporre all’esame  dell’Ufficio di Presidenza ad all’approvazione dell’assemblea degli associati;    

 

Art. 18 –  Conflitti d’interesse

 

Costituiscono conflitto di interessi  tutte le situazioni di  incompatibilità e contrasto che possano  pregiudicare il nome e l’interesse della Confederazione.

 

Art. 19 -  Valutazione di conflitti di interesse

 

Il Supervisore  ha, altresì, il compito di valutare l’esistenza di situazioni di conflitto di interessi al fine di evitare che chiunque, tra Dirigenti, Soci, dipendenti o collaboratori, possa trarne vantaggio personale e causare danno anche indirettamente alla Confederazione  ed alle  attività da essa svolte. Il Socio che abbia notizia di una potenziale situazione di conflitto di interessi è tenuto a darne tempestiva comunicazione al Supervisore che procederà alle opportune verifiche. Qualora oggetto di verifica fosse il comportamento del Supervisore tutti i suoi compiti saranno devoluti all’Ufficio di  Presidenza.

 

Art. 20 - Irrogazione delle sanzioni

 

Il Supervisore, espletata la procedura istruttoria,   qualora abbia verificato la sussistenza di una  violazione al Codice, procede, alla irrogazione della sanzione, tra quelle di cui all’art. 21,  da comunicare all’interessato a mezzo Raccomandata AR. Avverso detto provvedimento l’interessato potrà, entro il termine di giorni 15, far ricorso all’Ufficio di Presidenza che, nei successivi 15 giorni, dovrà pronunziarsi o confermando la sanzione o modificando anche in peius o, infine, revocandola.

 

Art. 21 - Provvedimenti  sanzionatori     

 

I provvedimenti comminabili sono i seguenti:

 

a) avvertimento formale con richiesta di immediata cessazione del comportamento;

 

b) sospensione fino a 6 mesi.

 

c) espulsione dall’Associazione.

 

Art. 22 – Applicazioni delle sanzioni

 

Le sanzioni avranno effetto non appena saranno definite a seguito del pronunciamento dell’Ufficio di Presidenza.