Iscrizione alla newsletter



Ricevi HTML?

image1 image2 image3 image4 image5

L’IMPEGNO DELLA CICAS

Conosciamo i caratteri straordinari di questa crisi globale, economica, valoriale.  

Le imprese la stanno vivendo quotidianamente sulla loro pelle, spesso in solitudine. Percepiamo come essa potrà generare processi e mutamenti profondi a livello macro-economico, nella coesione sociale, nelle forme della rappresentanza, negli stili di vita.

  • Siamo consapevoli che ne usciremo tutti un po’ diversi, anche noi, anche il nostro mondo. I nostri obiettivi, quelli  della micro e della piccola impresa che innerva il nostro sistema produttivo, sono semplici:  impedire che questa galassia esploda,evitando così che si apra nel nostro modello socio-economico un vero e proprio buco nero e una rottura del tessuto sociale;  assumere la crisi come opportunità; affrontare i suoi elementi di criticità, in altre parole rafforzare così il nostro “capitalismo di territorio”. Il sistema ITALIA con la sua articolazione economica, sociale, istituzionale, con il forte radicamento e diffusione del tessuto imprenditoriale, rappresenta un punto chiave, un nodo strategico per oltrepassare, bene, questa inedita crisi.  E’ in questa prospettiva che abbiamo costruito un “insieme di proposte”. Prima di tutto il capitale umano Il capitale umano e la sua crescita, il valore delle persone sono elementi distintivi delle PMI;  nelle micro-imprese infatti è fortemente sviluppata la dimensione personale del produrre;  la microimpresa sta spesso nell’universo valoriale della comunità dell’impresa,  un luogo che vede, nella quotidianità,  un vissuto comune di tutti i soggetti in ordine al presente e al futuro dell’impresa.  Nelle  P.M.I. sono centrali le “energie delle persone” ;  nelle PMI l’imprenditore ha quasi  sovrapposto la sua vita personale, e quella della sua famiglia, a quella dell’azienda.
  • IL PATRIMONIO “micro impresa” E’ nostro vivo desiderio, costruire in tutte le Regioni  un sistema di MICRO E PICCOLE IMPRESE finalizzato a sostenere in una logica integrata una pluralità di bisogni: dalla formazione degli addetti (titolare collaboratori dipendenti)a tutti i servizi necessari per il suo rafforzamento strutturale  (internalizzazione  marketing innovazione, passaggio generazionale e/ o trasferimento d’impresa).
  • L’ACCESSO AL CREDITO E’ DECISIVIO PER LE MICRO IMPRESE Il sistema bancario italiano presenta, per effetto dell’applicazione diversificata dei tassi passivi, due distinte connotazioni, con una netta demarcazione tra nord e sud. Il divario non trova una plausibile giustificazione ove si consideri che in talune zone del meridione la forbice è superiore di sei punti, raggiungendo in particolari casi, anche otto o nove punti. Ciò ha determinato enorme indebitamento delle Aziende operanti nel meridione con l’inevitabile aumento del contenzioso con il sistema bancario. La CICAS, a tutela dei propri associati e nell’interesse del sistema, propone tassi bancari unificati in tutto il territorio nazionale. L’infausto sistema ha generato fenomeni socialmente nocivi, agevolando non poco la crescita dell’usura come canale alternativo al credito ordinario bancario. Ciò deve essere rigorosamente perseguito penalmente per arginare tale fenomeno. Non è un caso che, in un autorevole ricerca svolta dall’Istituto EURISPES, si sia accertato che “LE IMPRESE MUOIONO IN BANCA”. Un ulteriore fattore che gioca nel determinare il livello di competitività di un’area è il funzionamento del mercato del credito. I differenziali territoriali (che si acuiscono quando si spinge l’analisi anche sul versante della dimensione d’impresa) sono ancora oggi evidenti.
  • PARTECIPAZIONE FEMMINILE NEL MONDO DEL LAVORO I nuovi Imprenditori sono in maggioranza giovani, ma ancora limitata è la partecipazione femminile.  Da recenti statistiche, risulta che 6 neo imprenditori su 10 sono giovani e con meno di 35 anni. tuttavia, si frappongono diverse barriere all’ingresso delle donne nel nostro sistema produttivo, posto che la quota relativa, stabilmente attestata sul 30%, è sensibilmente inferiore a quanto rilevato non solo per i Paesi comela Francia,la Germaniae il Regno Unito, ma anchela Spagnae il Portogallo.  A fronte di variazioni non particolarmente significative delle dimensioni medie aziendali in termini di addetti, le Imprese si muovono allargando la propria dimensione, sviluppando accordi sul versante produttivo e commerciale, partecipando a consorzi, entrando a far parte di raggruppamenti di impresa, nella consapevolezza che la struttura a rete sia il modello vincente di raggiungere per competere ad armi pari sullo scenario internazionale. La CICASintende portare aventi diversi progetti per favorire la partecipazione femminile nel mondo del lavoro, attraverso diversi strumenti, come seminari o assistenza, di sostegno alle imprese. A tal fine,la CICASchiederà di interfacciarsi con le Commissioni Pari Opportunità, per realizzare progetti comuni di promozione.
  • LA PROMOZIONE DEI CENTRI COMMERCIALI NATURALI Vedere realizzare un centro commerciale sotto casa propria, con la comodità dell’offerta conveniente e il vantaggio di avere un rapporto più umano con i commessi dei negozi.  Stiamo parlando dei “Centri commerciali naturali”, che si basano sul principio di rivalutazione dei negozi "di vicinato" di un'area urbana, attraverso una logica imprenditoriale che prevede una direzione manageriale ed il coinvolgimento dei commercianti, che svolgono un ruolo di azionisti, il cui ritorno economico si realizza anche nel dare potere attrattivo all'area in cui la propria attività commerciale è collocata. Di questo si vuole occupare la CICAS, coinvolgendo gli enti interessati a sostenere idee imprenditoriali di questa portata, capaci di rivitalizzare i centri storici.
  • I Centri Commerciali Naturali si stanno infatti progressivamente affermando come strumento di crescita per le imprese e come occasione per la riqualificazione e rilancio economico dei centri urbani. Nella competizione commerciale, infatti, anche l'ambiente esterno all'azienda, tutto ciò che sta al di fuori delle vetrine, rappresenta un elemento importante al punto da poter incidere sulla competitività dell’impresa commerciale. Da qui la proposta di realizzare dei centri commerciali naturali, ossia progetti di marketing che interessino gli operatori economici di un determinato contesto urbano, come possono essere una via, una piazza o altro ancora.
  • EQUITALIA:  I nostri Ministri se vogliono davvero riscossioni meno punitive la smettessero di fissare alle varie Equitalia della penisola gli attuali budget stratosferici di riscossione massiva.  Sarebbe giusto proporre una vera e propria moratoria alle riscossioni coattive di almeno un anno. attenuare quindi l’esecutività’ delle cartelle e degli accertamenti portandola a 365 gg.
  • AGENZIE DELLE ENTRATE:  abbandonare l’approccio morbido e trattativista dei capoccioni dell’agenzia delle entrate nei confronti degli evasori vip che non ne hanno bisogno, finirla di concepire il rapporto con le imprese in modo poliziesco repressivo e inquisitorio. Oggi il fisco parte dal presupposto che ogni contribuente evade:  poi lascia al malcapitato l’onere della prova della sua innocenza.  E’ inutile dire di non assumere atteggiamenti vessatori verso le micro imprese quando comunque si pretende di portare a casa un risultato nonostante l’accertamento sia in realtà infondato. in questo modo l’agenzia delle entrate finisce quasi a apparentare la sua azioni a quella degli estorsori.  Per diminuire la pressione sulle imprese non bastano le parole  ma bisogna agire sulla quantità e sulle modalità dei controlli già previsti da eseguire sulla base di elementi obiettivi non su una stima una previsione di incassi possibili.   - si chiede di porre fine a tutte quelle situazioni che con lo scopo di poter raggiungere gli obiettivi fissati di accertamenti attuano vere e proprie persecuzioni e mettono in forte crisi le attività imprenditoriali superstiti. no al fisco polizia basato sugli incentivi ai suoi dirigenti.
  • L'Agenzia delle Entrate accende i riflettori sulle piccole imprese e sui professionisti.  Saranno proprio questi, al centro dell'attenzione degli agenti del fisco, convinti che dichiarano redditi troppo bassi. A tal fine, si profila un piano di controlli straordinario con accessi mirati, ma saranno programmate anche verifiche più generali.  L'attenzione non sarà posta sulle sole componenti quantitative e per questo le strutture organizzative delle Entrate stanno mettendo a punto una rimodulazione dell'obbiettivo di produzione sull'indicatore "accertamenti nei confronti di imprese di piccole dimensioni e professionisti". Quindi ci aspettano stagioni caldi al motto di  "dove non potè la crisi potè il fisco".
  • ANATOCISMO.  Si chiede l’abolizione dell’art.2 comma 61 della legge n.10 del 26/02/11. Al fine di rendere imprescrittibile il giudizio intentato dal correntista contro le banche per fare valere la nullità della clausola anatocistica. Eliminare -  quindi  - il regalo fatto da Tremonti alle banche e quindi permettere ai cittadini di aver restituito il maltolto lucrato dalle banche con la pratica illegale del calcolo degli interessi sugli interessi.  Inoltre,siamo   indignati di fronte alla norme che impone ai contribuenti che  fanno ricorso al  fisco  l’obbligo di pagare anzitempo la metà  di quanto - anche erroneamente - richiesto riteniamo che,  questa norma sia vessatoria e inaccettabile altro che benefici per le imprese. La mancanza di volontà di modificare tale norma denota lo scollamento tra  politica e paese reale. 
  • LEGGE ANTIUSURA: no allo smantellamento della legge antiusura a misura della banche. L’ex Ministro Tremonti ha innalzato i tassi di interesse usurari per consentire alle banche di macinare ancora più  profitti sulla pelle di famiglie e imprese, ciò è inaccettabile in un paese civile basta con i regali alle banche le uniche istituzioni che grazie alle pratiche illegali dell’anatocismo e ora dell’innalzamento dei tassi usurari sopportano la crisi egregiamente sulla pelle di quelli che perdono i posti di lavoro.

 PER LA CICAS E’ TEMPO DI CAMBIARE –  ORA SI PUO’

La Nazione  ha bisogno di legalità e riscatto,  di impegno coraggioso e forte contro le zavorre della criminalità e del potere malato.

Bisogna spezzare con ogni mezzo la spirale della criminalità e le catene dell’illegalità. La C.I.C.A.S. con tutti i suoi dirigenti  e associati, vuole essere protagonista della rivoluzione contro i poteri forti.  La C.I.C.A.S  è vicina alle forze dell’ordine e allo Stato.

Occorre   ripristinare la legalità  perché solo con la legalità -la Nazione- , potrà affrancarsi dalla schiavitù e sradicare la malapianta dell’omertà.

Facciamo cordata nella lotta all’inferno della ragione, spezziamo insieme i cerchi diabolici dell’isolamento  delle vittime.

La nostra terra, non merita più di soffrire, servono idee forti per dare carne alla giustizia sociale e lottare la disoccupazione giovanile e la fuga dei cervelli.

Solo così si può avere sviluppo e sana economia

Giorgio Ventura
presidente CICAS