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La situazione degli artigiani è giunta al capolinea. E’ l’amara denuncia della CICAS.

Alle forze politiche una tutela e una valorizzazione di questa preziosa risorsa che potrebbe rappresentare un’eccellenza per la nostra economia.

artigianiQuesta situazione ha pesantemente danneggiato o, in alcuni casi, portato alla chiusura di diverse realtà economiche e produttive.
La CICAS confida nelle istituzioni. E’ l’ennesima richiesta di aiuto, non vorremo che fosse l’ultima.
La CICAS interviene con il Governo per sostenere e rilanciare un settore economico che negli ultimi anni, quelli della crisi più dura, gli investimenti pubblici in Italia che sono diminuiti del (quasi) 40% e rappresenta oltre 20 miliardi di euro persi che rappresenterebbe un fondamentale volano di crescita per tanti territori italiani.
Il presidente della CICAS Giorgio Ventura dichiara: “Pretendiamo che si dia inizio a opere grandi, piccole, cura e manutenzione. – Il vicepremier Di Maio ha dichiarato nei suoi diverse interventi: in questo Paese manca un piano per le infrastrutture. Siamo d’accordo e lo viviamo come imprenditori tutti i giorni, ma l’Italia non può più permettersi di fermarsi in attesa di questo piano. Sono trenta anni che se ne parla, non possiamo bloccare tutto il sistema intermodale di trasporto, merci e persone, i collegamenti con porti e aeroporti. Se non c’è sviluppo per le piccole imprese, non c’è sviluppo per il Paese, non si creano lavoro, reddito e investimenti”.
Sempre per Ventura: sollecitiamo la realizzazione di grandi infrastrutture su cui investire immediatamente per innovare un sistema di trasporto (e di servizi) vecchio più di 30 anni, dove i prodotti delle piccole imprese, viaggiano a passo di lumaca. il TAV Torino–Lione, il Terzo Valico ligure, la Pedemontana lombarda e quella veneta, la galleria del Brennero, il Passante di Bologna, l’Alta Velocità Napoli–Bari e le reti siciliane, la Diga del Melito in Calabria e l’ammodernamento della SS 106 Reggio Calabria-Taranto. Il Governo non blocchi la crescita e lo sviluppo della nostra maltrattata Italia. Le PMI sono esposte alla concorrenza internazionale, bisogna puntare sullo sviluppo, non sul reddito di cittadinanza: più misure per incentivare le nuove assunzioni. Chiediamo al Governo “giallo-verde” di partire dal lavoro per arrivare al reddito di cittadinanza e non viceversa.