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Omessa imposta di bollo e-fattura: nessuna modifica sulle responsabilità

omessa impostaCon l’entrata in vigore, dal 1° gennaio 2019, dell’obbligo di emissione della fattura elettronica per tutte le operazioni IVA B2B e B2C (con esonero per alcune categorie di contribuenti), sono state modificate anche le regole di assolvimento dell’imposta di bollo (virtuale) laddove necessaria.
Stiamo parlando dell’imposta da 2 euro che, finora sulle fatture cartacee veniva assolta con contrassegno telematico (acquistabile presso i tabacchi e rivenditori autorizzati) o in modalità virtuale ai sensi dell’art. 15 DPR 642/1972 (preventiva autorizzazione dell’Agenzia delle Entrate; liquidazione provvisoria; dichiarazione annuale a consuntivo entro il 31 gennaio dell’anno successivo e versamento dell’eventuale saldo a debito).
In sede di premessa è utile ricordare che in base all’art. 6 del DPR n. 633/1972, l’IVA e l’imposta di bollo sono tra loro alternative. Quindi, l’imposta di bollo va assolta su tutte quelle fatture in cui non è assolta l’IVA (come ad esempio la fattura del contribuente forfettario o di vantaggio). Tuttavia, l’obbligo sussiste solo qualora l’importo della prestazione da saldare sia superiore a 77,47 euro.
Cosa è cambiato - Dal 1° di quest’anno, laddove la fattura sia emessa in formato cartaceo (si pensi al contribuente che agisce in regime di vantaggio o forfettario, il quale è esonerato dall’obbligo di emissione della fattura in formato digitale), si potrà continuare ad assolvere l’imposta di bollo con una delle due predette modalità.
Se, invece, la fattura è emessa in formato elettronico, occorrerà seguire le nuove regole fissate dal DM 28 dicembre 2018 che ha modificato l’art. 6 del DM 17 giugno 2014.
La nuova disposizione prevede che il pagamento dell’imposta in commento relativo alle fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre solare è da effettuarsi entro il giorno 20 del primo mese successivo.
A tal fine, l'Agenzia delle Entrate rende noto l'ammontare dell'imposta dovuta sulla base dei dati presenti nelle fatture elettroniche inviate attraverso il SdI, riportando l'informazione all'interno dell'area riservata (“Fatture e corrispettivi”) del soggetto passivo IVA presente sul sito dell'Agenzia stessa. In tal caso, il pagamento dell'imposta può essere effettuato mediante il servizio presente nella predetta area riservata, con addebito su conto corrente bancario o postale, oppure utilizzando il Modello F24 predisposto dall'Amministrazione stessa.
Si ricorda a tal proposito che, nel compilare la fattura si dovrà valorizzare nel tracciato XML gli appositi spazi “bollo virtuale” e “imposta di bollo”. In particolare, l’indicazione e l’importo del bollo assolto secondo le anzidette modalità, devono essere inserite nel campo 2.1.1.
“Dati bollo”, del formato tabellare allegato al Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018, n. 89757 (e successivi aggiornamenti).
L’omesso assolvimento – Se da un lato, con l’avvento dell’e-fattura, sono cambiate le modalità di assolvimento dell’imposta in esame, dall’altro il Legislatore (almeno per ora) non è intervenuto sulle responsabilità delle parti coinvolte (cedente e cessionario) in caso di omissione.
Resta certamente ancora valido il chiarimento contenuto nella Risoluzione n. 44/E/2008, ai sensi del quale l’obbligo di apporre la marca da bollo sulle fatture è a carico del soggetto che forma il predetto documento (ossia dell’emittente).
Se però l’obbligo è a carico di chi emette il documento fiscale, non è detto che sia a carico di questi anche il relativo onere. Infatti, per lo stesso meccanismo dell’IVA chi sostiene l’effettivo costo deve essere il consumatore finale.
Ciò sta, quindi, significando che il costo dell’imposta di bollo è del cliente (debitore). Si tratta di un principio implicitamente contenuto nell’art. 1199 c.c. nella parte in cui si afferma che “il creditore, che riceve il pagamento deve, a richiesta e a spese del debitore, rilasciare la quietanza e farne annotazione sul titolo se questi non è restituito al debitore”.
Tuttavia, anche se l’onere è a carico del debitore (cliente), vige la responsabilità solidale con il creditore (cedente). Ciò è sancito dall’art. 22 DPR 642/1972 (che non ha subito ad oggi modifiche), dove è altresì stabilito che il cliente che riceve la fattura senza bollo, è esente da responsabilità qualora, entro 15 giorni, la presenta all’Agenzia delle Entrate pagando l'imposta ed evitando così le sanzioni previste (dal 100% al 500% del tributo).
Ed è qui che la norma non risulta essere allineata con le nuove disposizioni di cui al DM 28 dicembre 2018 poiché ci si chiede cosa il cliente dovrà presentare all’Agenzia delle Entrate visto che l’Amministrazione è già in possesso della fattura (nel SdI) e visto che la novità dispone il pagamento dell’imposta di bollo entro il giorno 20 del mese successivo al trimestre (mentre il menzionato art. 22 DPR 642/1972 parla di presentazione della fattura entro 15 giorni dal ricevimento). Si attendono, dunque, gli opportuni chiarimenti in merito.

di Pasquale Pirone