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Reddito di cittadinanza: cos'è, requisiti e a chi spetta

reddito cittadinanzaDopo una lunga caccia a indiscrezioni e ultime notizie, con l’approvazione del “decretone” il reddito di cittadinanza è pronto a entrare in vigore. Ma per capire chi ha diritto al reddito di cittadinanza, quali sono i requisiti Isee e come funziona il calcolatore bisogna conoscere alcuni parametri fondamentali.
A chi spetta il reddito di cittadinanza
Per percepire il reddito di cittadinanza bisogna avere almeno 18 (per gli over 65 è prevista la "pensione di cittadinanza") ed essere cittadini italiani, europei o lungo soggiornanti e risiedere in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 consecutivi.
Requisiti per il reddito di cittadinanza
A parte il dato anagrafico, i requisiti che danno diritto al reddito di cittadinanza prevedono che l’Isee non superi i 9.360 euro all'anno. Non solo, per il patrimonio mobiliare è previsto il tetto massimo dei 6.000 euro (che può essere sforato a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare e dell'eventuale presenza di una persona disabile).
Nel patrimonio mobiliare per l’accesso al reddito di cittadinanza vengono conteggiati titoli di stato, BOT, CCT, azioni, buoni fruttiferi, fondi di investimento e simili. Nel patrimonio familiare sono inclusi anche i conti correnti, con riferimento al saldo al 31 dicembre dell'anno precedente oppure alla giacenza media sul conto se superiore al saldo.
Il patrimonio immobiliare, che già è presente nel modello Isee di un nucleo familiare, rappresenta un altro tassello restrittivo per ottenere il reddito di cittadinanza. Ad esclusione della prima abitazione, il nucleo familiare non deve possedere un patrimonio immobiliare superiore a 30.000 euro, come individuato ai fini Isee/Imu.
Nell'Isee viene poi, ovviamente, incluso il reddito prodotto dai componenti del nucleo familiare, che non deve superare i 6.000 euro annui per i single, 6.000 euro annui moltiplicati per la scala di equivalenza per i nuclei familiari composti di più persone, 7.560 euro annui per gli ultrasessantacinquenni e un massimo di 9.360 euro se il nucleo familiare vive in affitto.
Ai fini dell’erogazione del reddito di cittadinanza è necessario che nessun componente del nucleo possieda autoveicoli immatricolati negli ultimi 6 mesi di cilindrata superiore a 1.600 cc né motoveicoli immatricolati negli ultimi due anni di cilindrata superiore a 250 cc, né barche.
Calcolo reddito di cittadinanza
La scala di equivalenza è un concetto chiave per comprendere se si hanno i requisiti per ottenere il reddito di cittadinanza, che viene concesso non ai singoli ma al nucleo familiare. Il richiedente – per l'applicazione della scala di equivalenza – vale uno; ciascun ulteriore componente del nucleo anagrafico maggiorenne vale 0,4; ciascun minorenne vale 0,2 e il moltiplicatore massimo è pari a 2,1. La scala di equivalenza si applica sia per calcolare il requisito reddituale che per l'ammontare del reddito di cittadinanza erogato.
Una persona che vive da sola potrà percepire fino a 780 euro al mese di reddito di cittadinanza, 500 euro come integrazione al reddito più 280 euro di contributo per l’affitto (oppure 150 euro di contributo per il mutuo).
Una famiglia composta da 2 adulti e 2 figli minorenni, invece, avrà diritto fino a 1.180 euro al mese di reddito di cittadinanza: fino a 900 euro come integrazione al reddito più 280 euro di contributo per l’affitto (oppure 150 euro di contributo per il mutuo).
Mentre una famiglia composta da 2 adulti, 1 figlio maggiorenne e 1 figlio minorenne avrà fino a 1.280 euro di reddito di cittadinanza: fino a 1.000 euro mensili come integrazione al reddito più 280 euro al mese di contributo per l’affitto (oppure 150 euro di contributo per il mutuo).
Nel caso di una famiglia composta da 2 adulti, 1 figlio maggiorenne e 2 figli minorenni sono previsti fino a 1.330 euro al mese di reddito di cittadinanza: fino a 1.050 euro come integrazione al reddito più 280 euro di contributo per l’affitto (oppure 150 euro di contributo per il mutuo).
Reddito di cittadinanza, pro e contro
Se un'azienda assume a tempo indeterminato e pieno un beneficiario del reddito di cittadinanza e nei primi 24 mesi non lo licenzia (a meno che non ci sia giusta causa o giustificato motivo), si vedrà riconosciuta delle agevolazioni sotto forma di sgravi contributivi; maggiori sgravi sono poi previsti se il datore di lavoro assume soggetti svantaggiati o donne.
Il decreto punisce con la reclusione da 1 a 6 anni chi fornisce dichiarazioni non veritiere, false, omissive e chi omette di comunicare variazioni relative al reddito di cittadinanza rispetto a quanto inizialmente dichiarato. Guardando alle esperienze del passato, il decreto prevede un notevole impegno della magistratura penale.