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L’innovazione e la digitalizzazione delle imprese italiane per creare lavoro e futuro

La consapevolezza della maturità digitale e le professionalità legate al marketing innovation determinano sempre più la misura della crescita delle aziende europee, aree su cui all’Italia serve maggiore sensibilità.

innovazione digitaleMentre la Quarta Rivoluzione Industriale sta trasformando radicalmente lo scenario in cui operano le aziende, in Italia 4 imprenditori su 10 sostengono che internet non abbia cambiato di molto le abitudini di fare impresa e in sostanza non serva a sviluppare business. Dillo a Chiara Ferragni, a Yoox Net- A-Porter, azienda di moda bolognese attiva nel settore delle vendite di beni di lusso e di design in rete oppure ad Oliviero Muccini, il primo imprenditore che, da Rimini iniziò a vendere abbigliamento sul web già dal 1997, molto prima che i portali spopolassero nelle vendite online.

• LA NECESSITÀ DI CAMBIARE
Il salto di paradigma è chiaro ed irreversibile e sta coinvolgendo ogni tipo di organizzazione pubblica e privata, portando così ad un cambiamento delle abitudini e della cultura aziendale. Il post-fordismo basato sull’utilizzo delle tecnologie emergenti per aumentare il valore delle imprese e la qualità del lavoro, configura un capitalismo di nuovo conio in cui, a fare la differenza, saranno le realtà snelle, flessibili e una formazione che anticipa le esigenze dei consumatori. Questo è il marketing dell’innovazione; analizziamone alcuni aspetti.

• LE BUONE PRATICHE DELL’INNOVAZIONE
Divisioni aziendali in grado di esaltare il ruolo del team di lavoro costituiscono le premesse per lo sviluppo di una learning organization capace di alimentare un cambiamento continuo e di conseguenza il circolo virtuoso della produttività.
Lavorare in team magari agli angoli opposti del mondo consente non solo di condividere competenze, ma anche di generare flessibilità negli orari e rotazione delle mansioni in base ai cicli produttivi. Questa flessibilità comporta poi una maggiore responsabilità del lavoratore che si troverà insieme al suo team a fare scelte decisive per l’intera azienda, con la conseguenza che, a fare la differenza nella Fabbrica 4.0, saranno la capacità di gestire il tempo e le competenze organizzative. Con la produzione
intelligente scompare infatti il ciclo continuo della catena di montaggio e i tempi di produzione si riducono per alcuni prodotti a soli pochi minuti.
Orari flessibili si sposano quindi bene con la possibilità di svolgere una parte della produzione o del lavoro in luoghi diversi. In queste fabbriche dell’innovazione, il blue collar “aumentato” diventa sempre più un white collar. Le persone sono protagoniste del cambiamento, trasformano le organizzazioni e godono dei benefici di una tecnologia che valorizza le risorse intellettuali e restituisce tempo e libertà d’azione, contribuendo a ridefinire i modelli di work-life balance.

• LA FILOSOFIA DEL CAMBIAMENTO
In un’analisi di qualche anno fa, lo studioso di modelli d’impresa Federico Butera aveva anticipato come Industria 4.0 avrebbe modificato struttura, processi
ed organizzazione aziendale.
Le rivoluzioni tecnologiche non sono mai associate ad una singola invenzione, per quanto dirompente possa essere, bensì al concetto stesso di innovazione applicata grazie ad una idea che crea un nuovo prodotto. “Il mondo cambia perché cambiano le organizzazioni, il lavoro e la cultura. L’invenzione è una sorpresa. L’innovazione, invece, ha un cuore antico, un grande orecchio e l’occhio al futuro”, conclude Butera. La strada è lunga, ma negli ultimi anni molte aziende hanno avviato una profonda revisione dei modelli di valutazione delle performance, rilevando il contributo dei dipendenti secondo l’attitudine a lavorare in team anziché monitorando il solo contributo individuale. In questo modo si attiva la così detta “leadership diffusa”, più
coerente con scelte decisionali veloci, tipiche di organizzazioni competitive.

• IL NUOVO “HOMO OECONOMICUS”
Il Dipendente 4.0 è il candidato perfetto per trarre il massimo vantaggio da questa rivoluzione aziendale, dalla modalità innovativa nell’esercizio della leadership e dalla distribuzione orizzontale di compiti e responsabilità. La creazione di team capaci di lavorare in modo integrato e decentrato, di gestire robot collaborativi, di utilizzare stampanti 3D per produrre in modo intelligente oppure di erogare servizi in tempo reale, rappresenteranno sempre di più il vero capitale delle imprese. Benvenuti nel futuro del Lavoro 4.0.

di DOMENICO ANNUNZIATO MODAFFARI e ENRICO MOLINARI