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TAX CREDIT HOTEL

taxcreditIl 21 marzo scade il termine per la presentazione delle domande per accedere alle agevolazioni della Tax credit riqualificazione alberghiera dell’anno scorso. Si ricorda che è attivo il portale del Mipaaft. Per il click day si dovrà attendere il 3 aprile. Il credito d’imposta copre le spese di riqualificazione effettuate nelle strutture alberghiere nel corso del 2018. Nessuna agevolazione è prevista per il 2019 dal momento che il provvedimento non è stato inserito nella manovra di bilancio
Le domande per il Click day, si potranno inviare esclusivamente dalle ore 10:00 del 3 aprile – alle ore 16:00 del 4 aprile 2019
Per il recupero delle spese sostenute nel corso dell’esercizio 2018 il DM 20/12/17 aveva già al suo interno la proroga per il 2018 quindi non dovrebbero esserci modifiche dallo scorso anno. Le informazioni sotto riportate sono relative al funzionamento e alle scadenze del 2018.
Nel mentre la competenza della tax credit, come tutte quelle del settore turismo si sono spostate dal MiBACT (oggi MiBAC) al MiPAAFT (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ) questo non causerà modifiche a livello di spese eleggibili, ma potrebbe causare una modifica del portale utilizzato questo è un bene perchè il ministro Centinaio ha chiaramente dimostrato l’interesse di continuare a promuovere tale manovra anche nel 2020.
• PRATICA 2019
Il Decreto attuativo, “disposizione applicative per l’attribuzione del credito di imposta di cui all’art. 10 del D.L 31.05.2014, n. 83, convertito con modificazioni dalla L. 29.07.2014, n. 106 a favore delle strutture alberghiere ed agrituristiche, ai sensi dell’art. 1, commi da 4 a 7, dalla L. 11.12.2016, n.232″, ancora in via di pubblicazione, introduce al fine di poter procedere con la richiesta di riconoscimento del credito di imposta per le spese sostenute dal 1 gennaio al 31 Dicembre del 2017, due condizioni:
• Richiesta di un titolo edilizio legato alle spese effettivamente sostenute, qualora queste non siano in edilizia libera;
Obbligo di aver effettuato almeno una spesa ricadente in uno dei due macro capitoli:
• CAP1) Incremento dell’efficienza energetica (art. 2, comma b punto 5)
• CAP2) adozione di misure antisismiche (art. 2, comma b punto 6)
Relativamente al CAP1 le spese potranno riguardare uno tra i seguenti sotto capitoli:
• Interventi di riqualificazione energetica che conseguano un indice di prestazione energetica per la climatizzazione che non superi i valori di cui all’all. I del D.M. del 16.02.2016 n. 51 (art. 2, comma b punto 5.1);
• Interventi inerenti l’involucro edilizio che rispettino i valori di trasmittanza termica di cui al D.M. del 16.02.2016 n. 51 (art. 2, comma b punto 5.2) ;
• Interventi di sostituzione parziale o integrale dei sistemi di climatizzazione o riscaldamento ecc. (art. 2, comma b punto 5.3)
Relativamente al CAP2 le spese potranno riguardare uno tra i seguenti sotto capitoli:
• Valutazione della classe di rischio sismico (ovvero essere in possesso dell’asseverazione della classe di rischio ai sensi dell’art. 3 del D.M. n° 58 del 28.02.2017 e s.m.i.) a firma di tecnico abilitato (art. 4, comma d punto 1) ;
• Progettazione degli interventi per la mitigazione del rischio sismico (art. 4, comma d punto 2);
• Interventi di tipo locale (art. 4, comma d punto 3) ;
• Interventi per il miglioramento del comportamento sismico della struttura (art. 4, comma d punto 4).
Nel caso siate già in possesso dei requisiti di cui sopra, sarà sufficiente, per la stesura della pratica istruttoria di richiesta del credito.

COME OTTENERE IL BONUS E PERCHE’?
• La difficoltà nel raggiungere l’obiettivo, certamente dopo aver rispettato tutte le procedure ministeriali ed economico-aziendali di preparazione del bando, è inviare la richiesta in maniera efficiente (dopo pochi secondi). Nell’anno 2017 il fondo da 50 milioni, dato il grande aumento di richieste di accesso al credito, si è esaurito in circa 16 secondi, per l’anno 2018 visto l’aumento a 60 milioni ci sono voluti 23 secondi
Noi crediamo molto in questo strumento messo in campo dal Ministero MIBACT per molti motivi:
• assegnazione dei fondi con metodo imparziale e non pilotabile dalla politica
• velocità e snellezza per l’utilizzo dei fondi ottenuti
• valorizzazione degli investimenti approntati dagli imprenditori turistici che credono nel ritorno dell’investimento (TIR positivo) senza il contributo statale.
• capacità dello strumento (sotto certe condizioni) di generare un vantaggio economico per l’imprenditore operrante nel settore turistico alberghiero e nel comparto agrituristico equivalente a un contributo a fondo perduto del 27+65=92%.
La Tax Credit 2018
• Il comma 5 del D.L 11/12/2016 n. 232 della Legge di stabilità aumenta il campo di applicazione del credito di imposta previsto per le spese di ristrutturazione degli alberghi, istituito dall’art. 10 del D.l. 31 maggio 2014 n. 83, convertito dalla legge n. 106 del 2014 (c.d. bonus alberghi).
Le specifiche e i chiarimenti sono forniti dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 20/E del 18 maggio 2016, che illustra le norme di interesse fiscale contenute nella legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di stabilità 2016).
L’Art Bonus è partito a maggio del 2014 con il D.L n. 83/2014 “Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo” meglio conosciuto come “tax credit alberghi” è regolata dal Decreto ministeriale del 7 maggio 2015. All’interno di questo decreto per la riqualificazione del patrimonio sono inserite le disposizioni riservate alle aziende del settore turistico alberghiero in crediti d’imposta. Grazie a questo, nel 2019 le strutture alberghiere che hanno apportato degli interventi di ristrutturazione e riqualificazione o che hanno rinnovato o acquistato gli arredi e le attrezzature nel corso dell’anno 2018 potranno richiedere delle agevolazioni fiscali. La legge di bilancio 2018 ha prorogato infatti anche per gli anni 2019 e 2020 la Tax Credit Alberghi introducendo altre importanti novità. Fino al 2016, infatti, la detrazione fiscale applicabile era fissata nella misura del 30% delle spese sostenute per la riqualificazione delle strutture ricettive, fino a un massimo di 200 mila euro. A partire dal 2017, invece, la percentuale è più che raddoppiata raggiungendo il 65%. Il credito viene infatti riconosciuto nel rispetto dei limiti previsti dal regolamento UE n. 1407/2013, relativo al regime “de minimis”.
Per l’acquisto di componenti d’arredo nel 2018, rispetto agli scorsi anni, il credito concesso non avrà più nessun limite.
Lo stanziamento posto dal Governo è di 240 milioni di euro per il periodo dal 2017 al 2019.
Il contributo è riconosciuto fino ad esaurimento dell’importo massimo previsto secondo una graduatoria di merito in funzione dell’ordine di arrivo della richiesta ed è ripartito in due quote annuali di pari importo.
Altra importante novità riguarda le strutture ricettive ammesse al bonus. Oltre alle strutture alberghiere, infatti, possono richiedere il Tax Credit 2017 anche gli agriturismi.
Tipologia degli interventi ammesse al credito:
Le strutture avranno diritto a richiedere un credito d’imposta del 65%, per un massimo di 200 mila euro, se tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2018 avranno eseguito una delle seguenti opere:
1) Interventi di manutenzione straordinaria.
2) Ristrutturazioni, sia per rinnovo che per sostituzione di parti strutturali degli edifici, demolizione e ricostruzione, anche con modifica della sagoma. Saranno accettate anche modifiche per realizzazione o integrazione dei servizi igenico-sanitari e tecnologici, sostituzione di serramenti interni o esterni, sostituzione della pavimentazione;
3) Restauro e risanamento conservativo;
4) Eliminazione delle barriere architettoniche, come ad esempio ristrutturazione delle scale, degli ascensori oppure realizzazioni di bagni e sistemi per disabili;
5) Riqualificazione energetica;
6) Riqualificazione antisismica;
7) Potenziamento e/o sostituzione di nuovi arredi, componenti d’arredo, cucine professionali, arredi da esterno, attrezzature sportive e per centri benessere.
Esso non sarà cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste.
• Per richiedere il credito d’imposta sarà necessario presentare domanda al Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo tra il 1 e il 28 Febbraio successivo all’anno in cui si è sostenuta la spesa.
• La presentazione delle domande dovrà avvenire per via telematica e il credito d’imposta dovrà essere inserito nel modello F24 con il codice tributo 6850. Il codice tributo andrà posto nella sezione “Erario” e andrà indicato come anno di riferimento quello in cui si sono effettuati gli interventi di cui sopra. Il credito deve essere ovviamente indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta per il quale è concesso ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, con modalità stabilite con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 14 gennaio 2016. Tuttavia, solo con riferimento alle spese sostenute nel 2014, primo anno di applicazione del beneficio, il credito va indicato nel modello di dichiarazione relativo al periodo di imposta 2015, atteso che i termini di presentazione del Modello Unico 2015 sono scaduti prima della concessione del credito.
• Il modello di pagamento F24 deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici offerti dall’Agenzia delle Entrate, la pena è il rifiuto delle operazioni di versamento.
I criteri
Prima di tutto la struttura alberghiera e presumibilmente deve risultare attivo presso la propria camera di commercio dal 1° gennaio del 2012. Questo è uno dei requisiti fondamentali per poter accedere alle agevolazioni.
La struttura che riceverà il finanziamento dovrà possedere un minimo di sette camere, siano esse camere di alberghi, villaggi o residenze turistiche o alberghi diffusi, condhotel, marina resort e agriturismi.
Devono aver sostenuto entro il 31/12/2018 una spesa per un massimo di 307.692,00 euro.