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Vince la famiglia: sulla carta d’identità tornano i termini ‘padre’ e ‘madre’

famigliaCancellate le disposizioni del 2015, che avevano disposto l’utilizzo delle espressioni ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’.
Una vittoria per la famiglia naturale. A pochi giorni dal Congresso di Verona, il ministero dell’Interno ha disposto il ripristino dei termini “padre” e “madre” sulla carta d’identità per i minori.
Scompaiono così i più generici “genitore 1” e “genitore 2” che il governo Renzi aveva scelto di inserire, nel dicembre 2015.
Il provvedimento (o – per meglio dire – un ritorno alle origini) nasce della volontà del vice premier Matteo Salvini.
Appena insediatosi il governo giallo-verde, il leader del Carroccio ne parlava già nell’estate scorsa. Il decreto pubblicato ieri sulla gazzetta ufficiale porta la data del 31 gennaio 2019.
Diverse le realtà che si stanno opponendo a quest’iniziativa di pure buonsenso. Da un lato c’è l’Anci, l’Associazione nazionale dei comuni italiani, dall’altro il garante per la privacy. Critiche al provvedimento anche dal Movimento 5 stelle, anche se Salvini ormai – sulle politiche familiari – sembra aver constatato le spaccature interne al governo e andare comunque dritto come un treno