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Turismo: nei prossimi decenni dovremo fare i conti con l’armata cinese.

cinesiIDENTIKIT DEL NUOVO TURISTA CINESE. Volenti o nolenti nei prossimi decenni dovremo fare i conti con l’armata cinese. Le avanguardie sono già arrivate da un pezzo, ma la truppa del dragone deve ancora organizzarsi per la grande calata. Secondo le previsioni, nel 2020 saranno 160 milioni i Cinesi in viaggio verso l’Occidente. Una vera a propria miniera d’oro, dal momento che il 70% di loro si porta appresso famiglia, parenti e amici e, per spostarsi, mette sul piatto qualcosa come 315 miliardi di dollari l’anno.
Occhio ai luoghi comuni che un report dello Studio McKinsey ha tutta l’aria di sfatare. Non più lo shopping al primo posto. Si fanno sotto le attrattive naturalistiche, soprattutto nel long haul. Dunque non solo viaggi di breve tratta.
Nei prossimi anni si prevede (è sempre McKinsey a dirlo) che la metà dei loro spostamenti sarà a lungo raggio, quindi anche in Europa con particolare interesse per l’Italia. Diminuiranno i viaggi di gruppo come siamo abituati a vedere soprattutto nella grandi città. Saranno preferiti pacchetti personalizzati e flessibili. I self guide tour sono scelti dal 44% dei giovani viaggiatori dai 20 ai 24 anni, mentre solo il 4% opta per i viaggi di gruppo dai 10 ai 20 partecipanti. Da considerare poi che i cinesi vogliono sperimentare nuovi piatti (lo dice il 35%). Per i viaggi in Europa si appoggiano a servizi come Expedia e TrpAdvisor e tendono a evitare sempre più i pagamenti in contanti. E per scegliere la destinazione della loro vacanza?
Non si affidano più di tanto, come si pensa, alle agenzie di viaggi, bensì ai suggerimenti di familiari e amici e, per il booking, scelgono sempre di più i siti delle Ota: solo il 3% degli intervistati usa le app internazionali per prenotare il proprio viaggio all’estero (Unionturismo news).